“Dove vai di bello quest’estate?” – “In Montenegro” – Silenzio . . .

Le mie conversazioni in merito alle vacanze estive del 2017 sono finite tutte più o meno così, con facce perplesse che attendevano una spiegazione dettagliata del perché avessi scelto proprio il Montenegro per passare una settimana ad Agosto. Innanzitutto è vicino: in 2 ore di volo da Milano (diretto e low cost!) si raggiunge la capitale Podgorica. Poi ha una costa meravigliosa, dove imponenti scogliere si alternano a calette dall’acqua cristallina. Infine, allontanandosi pochi km dal litorale è possible raggiungere canyon mozzafiato e villaggi di montagna lontani dal turismo di massa.

Ma andiamo con ordine. Il Montenegro è uno stato relativamente giovane, diventato indipendente solo nel 2006 a seguito della separazione dalla Serbia. Non fa parte dell’Unione Europea ma è membro dell’ONU e, da Aprile 2017, anche della NATO. Sin dal 1999 in Montenegro è in vigore l’euro anche se il Montenegro non conia propri euro, perciò non esistono sue facce monetarie nazionali. Il Montenegro confina – oltre che con la Serbia – con Albania, Croazia e Bosnia ed Erzegovina; tuttavia è una nazione molto diversa dalle sue vicine: la si potrebbe definire la Svizzera dei Balcani. I ricchi turisti serbi e russi vengono proprio qui a trascorrere le vacanze estive, tra hotel di lusso e ristoranti Michelin.

Io e la mia amica Nora abbiamo invece prenotato un residence vicino al lungomare di Budva, che è un po’ la Rimini del Montenegro. Qui – tra ristoranti sulla spiaggia, souvenir trash, autoscontri, discoteche tamarre, ragazze poco vestite, rosari di San Basilio e scimmie che ballano in strada – si concentra la movida montenegrina, che non è mai stata in cima alla lista dei nostri interessi. Abbiamo scelto lo stesso Budva perché si trova in una posizione strategica per visitare il resto del paese e perché qui ci sono moltissime opzioni sia come alloggi che come locali.

Appena atterrate a Podgorica ritiriamo la VW Polo prenotata dall’Italia e ci dirigiamo verso le Bocche di Cattaro o Kotor, diventate famose grazie alle innumerevoli crociere che vi sostano da qualche anno a questa parte. Questi valloni fluviali invasi dal mare sono lunghi 28 km e sono il punto più rientrante del Mare Adriatico. Da Podgorica è possibile raggiungere il paese di Kotor in circa un ora e mezza. Appena arrivate ci dedichiamo ai bisogni primari: mangiamo delle gustose salsicce e poi acquistiamo una scheda dati (9.90€ per 10 giorni) da utilizzare come hotspot per i nostri cellulari. In Montenegro è infatti ancora attivo il roaming internazionale, che comporta costi altissimi per comunicare con l’Italia. Dopo pranzo andiamo alla scoperta della città vecchia, cinta da Mure Veneziane e ricca di chiese e palazzi incantevoli.

Al pomeriggio il caldo inizia ad essere insopportabile e decidiamo quindi di abbandonare Cattaro per spostarci verso un punto panoramico che ci permetta di vedere tutta la sua baia. Cerchiamo quindi l’inizio della cosiddetta strada dei 50 tornanti che porta da Cattaro a Cettigne; trovarla non è semplice in quanto, impostando i vari GPS in direzione Cettigne, tutti cercheranno di farvela raggiungere passando di nuovo da Budva. Perseverate e proseguite in salita attraverso le montagne carsiche e la fitta vegetazione: quando sarete in cima si aprirà finalmente davanti a voi una vista meravigliosa. Dall’alto la forma delle gole somiglia a quella di una farfalla, con corpo ed ali che sono formate dai 4 bacini divisi da un grande canale. Il mare blu cobalto viene abbracciato da montagne che superano i 1000 mt di altezza, creando uno spettacolo incredibile, non a caso inserito nella lista dei Patrimoni UNESCO.
Facciamo un po’ di foto e poi proseguiamo verso l’antica capitale, stando bene attente a non colpire nessuna delle mucche che camminano libere lungo la strada. Arriviamo così quasi fin sulla cima del Monte Lovćen, particolarmente importante per il patrimonio culturale incluso nei suoi confini: il territorio del massiccio si caratterizza per le numerose costruzioni tradizionali e sulla sua sommità è presente il mausoleo del poeta e principe vescovo Petar II Petrović-Njegoš, una delle figure più importanti della storia e della cultura montenegrina. Ci imbattiamo in lavori stradali non segnalati, Nora si diverte a fare drifting nella ghiaia, la strada sale, poi scende, poi sale di nuovo.. e noi ci chiediamo se stiamo andando nella direzione giusta. Il navigatore dice di si ed infatti poco dopo ci ritroviamo a Cettigne, che ci limitiamo ad attraversare in macchina da una parte all’altra. Seguiamo le indicazioni per Budva e dopo circa 45 minuti siamo finalmente in camera.

Dopo una doccia ed un po’ di relax usciamo per la cena e constatiamo che c’è veramente troppa gente il sabato sera a Budva; ci rendiamo conto che il giorno dopo – essendo domenica – tutte le spiagge saranno invase da villeggianti e giungiamo alla conclusione che l’on the road tra i monti ci piace di più della ressa in spiaggia. La domenica mattina la nostra destinazione sarà quindi il Tara River Canyon, al confine con la Bosnia. Colazione con calma e poi si parte. In Montenegro tutte le strade portano a Podgorica e così ci ripassiamo e poi proseguiamo in direzione Danilovgrad; ci illudiamo di imboccare prima o poi un autostrada ma ben presto scopriamo che in Montenegro non ce ne sono e forse il bello è questo.

L’altitudine sale, le gallerie diventano sempre più numerose ed i cartelli iniziano ad indicare anche Sarajevo e Belgrado, situate comunque a centinaia di km da dove siamo noi. Improvvisamente alla nostra destra si vede un fiume verdissimo che taglia in due la montagna; ci chiediamo se si tratti del fiume Tara ma ci sembra di essere ancora troppo lontane dalla meta. Google Maps ci viene come sempre in soccorso e capiamo che il canyon che stiamo vedendo è quello del fiume Morača: la vista è meravigliosa e decidiamo di fermarci a fare qualche foto. Essendo il Montenegro ancora poco sviluppato turisticamente, specialmente nelle zone interne, è facile imbattersi in modo inaspettato in spettacoli della natura che da noi sarebbero presi d’assalto dai turisti. Su questa strada ci siamo solamente noi, qualche famiglia serba ed alcuni autotrasportatori bosniaci. Proseguiamo ancora un pochino e poi ci fermiamo in un mini market dove ci facciamo preparare dei panini da una ragazza che non parla nemmeno mezza parola di inglese.

Ripartiamo e inizia a piovviginare: grazie nuvola di Fantozzi per non abbandonarci mai! Poco dopo un cartello annuncia che stiamo entrando nel Parco nazionale di Durmitor, ovvero il più grande del Montenegro, nonché patrimonio UNESCO dal 2005. Le nuvole sono ancora sopra le nostre teste ma non piove più ed all’orizzonte vediamo il ponte che attraversa il fiume Tara. Il Tara Canyon, che si è guadagnato l’appellativo di Colorado del Montenegro, è il canyon più lungo d’Europa. Dei suoi 82 km ben 60 sono accessibili agli amanti del rafting e normalmente il percorso viene affrontato in più giornate. Purtroppo non abbiamo tempo per il rafting ma non rinunciamo alla Zip Line che permette di volare da una parte all’altra del fiume. Ce ne sono diverse lungo la strada che dal Tara Bridge si snoda verso ovest; ne scegliamo una a caso e proviamo a pagare (20 €) ma ci dicono che si paga alla fine.. se ci si arriva! Sopravviviamo ai 30 secondi di adrenalina e poi ci rimettiamo in viaggio.

Invece di ritornare sulla strada da cui siamo arrivate ci dirigiamo verso Žabljak, nel cuore del Parco Nazionale di Durmitor. Questo paese è un importante stazione sciistica in quanto la neve permane per circa 120 giorni all’anno; Žabljak si trova a 1450 metri sopra il livello del mare ed è il più alto insediamento urbano della regione balcanica. Essendo agosto il paese sembra quasi abbandonato ed ha un aspetto abbastanza spettrale; sicuramente è un buon posto per passare un periodo di relax e fare delle passeggiate tra i 17 laghi glaciali del parco o su una delle 40 cime che superano i 2000 metri.

Proseguiamo quindi verso sud tra le scure montagne del Montenegro – il nome non poteva essere casuale – e dopo un paio d’ore arriviamo al Monastero Ortodosso di Ostrog. Poteva mai essere situato ad un altitudine normale? Certamente no! Si trova incastonato in una parete rocciosa a 900 metri di altezza ed è raggiungibile dopo aver percorso una strada a strapiombo e con diversi tornanti. In realtà vi sono due monasteri: quello inferiore che incontrerete per primo, e quello superiore, raggiungibile da un certo punto in poi solo a piedi. Il monastero superiore è appunto quello scavato nella roccia ed al suo interno vi sono due piccole chiese sotterranee che contengono i resti di San Basilio da Ostrog. Noi siamo arrivate al tramonto ed abbiamo quindi potuto goderne l’atmosfera mistica: centinaia di fedeli arrivano al pomeriggio e si fermano a dormire tutta la notte sul pavimento all’esterno dl Monastero in segno di devozione al Santo.

Al calar del buio abbandoniamo Ostrog e torniamo verso Budva passando da Danilovgrad, una cittadina scarsamente abitata ed il cui nome ricorda quello del suo fondatore (Danilo I). A circa un oretta da Budva ci viene fame e decidiamo di fermarci al Ristorante Belveder, trovato per puro caso. Mai scelta fu più azzeccata: carni prelibate, porzioni abbondanti, ed un conto onestissimo: 30 € in due compresa birra, dolce, caffè e.. un amaro Montenegro! Appena ci si sposta dalle mondane località della costa i prezzi scendono tantissimo e la quantità di cibo servito raddoppia. A pancia piena proseguiamo verso Budva, dove ci accoglie la solita movida improbabile.

I giorni successivi ci dedichiamo alla scoperta delle spiagge montenegrine. Quelle che vi consiglio sono:

  • Jaz Beach. Situata a soli 2,5 km da Budva questa spiaggia lunga 1200 mt è una delle più grandi del paese. Si tratta di una spiaggia sabbiosa circondata da una fitta vegetazione mediterranea e con moltissimi stabilimenti balneari a poco prezzo (10 € per un ombrellone e 2 lettini).
  • Isolotto di San Nicola. Questa piccola isola si trova davanti a Budva ed è raggiungibile con una delle numerose imbarcazioni che fanno continuamente avanti e indietro dalla costa (biglietto 5€). L’isolotto ha 3 spiagge di ciottoli con una lunghezza totale di 840 metri e diversi stabilimenti balneari. Anche qui i prezzi sono buoni (10€ per un ombrellone e 2 lettini) ed è possibile sorseggiare cocktail dai nomi strani fino al tramonto. Portatevi le scarpette per gli scogli perché in acqua ci sono diversi ricci.
  • Sveti Stefan. Il paese più pittoresco del Montenegro ospita un albergo esclusivo che occupa un intera isola. Collegato alla terra ferma da un itsmo sabbioso, risulta inaccessibile ai più a causa dei suoi prezzi proibitivi. Da entrambi i lati dell’itsmo si trovano spiagge sabbiose: a destra c’è quella più cara (130 € per un ombrellone e 2 sdraio) ed a sinistra quella per i comuni mortali (prezzi dai 15 ai 50 €). Nel paesino di Sveti Stefan potrete anche cenare da Nobu.. esperienza alquanto “dietetica”!
  • Eccoci finalmente alla spiaggia che mi ha colpito di più: quella della Regina. Situata a solo 500 mt di distanza da Sveti Stefan questa insenatura dalla sabbia rosa è un vero e proprio gioiellino. Lunga solo 200 metri, si trova sotto l’ex residenza estiva del re Alexander Karadjordjevic. Il nome le è stato dato in quanto era la spiaggia favorita della regina Marija. Purtroppo ci siamo limitate a fotografarla visti i prezzi per un ombrellone e 2 sdraio (160€).
  • Drobni Pijesak. Spingendosi verso sud, in direzione Petrovac, è possibile raggiungere questa meravigliosa caletta. Lunga 250 metri e costituita da ciottoli, è la spiaggia preferita della popolazione locale. Arrivate presto la mattina per accaparrarvi i posti migliori.

Dopo 4 giorni passati in spiaggia la nostra pelle implora pietà e così nel nostro ultimo giorno di vacanza decidiamo di tornare a girovagare per il Montenegro.. anzi, sconfiniamo in Albania. In macchina raggiungiamo Petrovac, proseguiamo in direzione Podgorica, superiamo il lago di Scutari e poi seguiamo i cartelli che indicano il confine. Più ci sia avvicina all’Albania più le chiese ortodosse lasciano il posto alle moschee. Attraversiamo facilmente la dogana e notiamo nuovi cambiamenti: l’alfabeto cirillico – che in Montenegro accompagna quello latino – è sparito e con lui anche le auto più lussuose. Incrociamo matrimoni multicolore, cantiamo Battiato [ ♫ radio Tirana trasmette musiche balcaniche ] e salutiamo alcuni carretti trainati da asini. Quando siamo quasi arrivate a Scutari deviamo dalla strada principale ed andiamo a vedere il ponte Mes, uno dei più antichi ponti ottomani esistenti. Purtroppo il fiume Kiri è in secca e quindi ci spostiamo velocemente in centro; la temperatura sfiora i 35° e decidiamo di fermarci in un bar per un gelato ed una bibita fresca. Il centro storico di Scutari a quest’ora è abbastanza deserto, ma diverse guide definiscono la città come la più autentica dell’Albania. Scutari è anche un importante centro economico e rappresenta il cuore del cattolicesimo albanese: prova perfetta del fatto che religioni diverse possono convivere nello stesso paese. Il monumento principale della città si trova a un paio di km di distanza: si tratta del castello di Rozafa, che fu costruito nel secolo XI a.C. Ora al suo interno c’è un piccolo museo dove è possibile vedere monete illiriche, armi ottomane e oggetti personali della popolazione locale. Ci godiamo la vista sulla vallata e poi torniamo verso la macchina, accompagnate da un altro matrimonio locale.

Riattraversiamo la frontiera e questa volta un marcantonio montenegrino ci ferma, ci fa aprire il cofano, ci chiede se trasportiamo droga. Tutto molto divertente ma no, direi che non trasportiamo droga, ed anche se fosse non risponderemmo di si così ingenuamente. Torniamo a Budva, prepariamo i bagagli e ci dirigiamo verso la città vecchia per la nostra ultima cena balcanica. C’è da dire che la città vecchia di Budva, con i suoi vicoli acciottolati ed i ristorantini di pesce, si distingue nettamente dal trash del lungomare. Ceniamo al ristorante Astoria ma siamo costrette a scappare velocemente per via della musica locale davvero eccessiva; i piatti sono comunque buoni ed il conto onesto.

La vacanza in Montenegro è terminata ma non la mia voglia di scoprire la meravigliosa regione dei Balcani. Si tratta solo di un arrivederci!

  • Durata: 7 giorni
  • Periodo: Agosto 2017
  • Compagnia Aerea: Wizzair
  • Hotel: Slovenska Plaza, Budva
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