Venerdì, 12 Agosto 2016 – Finalmente si parte!

A Milano c’è un umidità dell’80% e il sole non si vede. Vado in ufficio a sistemare le ultime cose prima della partenza. Ultimi report mandati, mail archiviate,  out of office messo (da milanesi imbruttiti veri). A mezzogiorno spengo il pc e scappo a casa a preparare finalmente la valigia.

Cosa infilare in valigia se le mete sono Mosca (temperatura media 18°) e Baku (temperatura media 28°)? Nell’indecisione butto nel bagaglio costumi, pantaloncini, canotte, magliette, jeans, felpe e perfino un giubbino. E poi ovviamente la macchina fotografica e le guide di viaggio. Alle 19 finalmente ci dirigiamo a Malpensa, da dove il nostro volo Aeroflot decolla alle 22; arriviamo a Mosca dopo 4 ore, ma a causa del fuso sono già le 5 del mattino.

Sabato, 13 Agosto 2016 – GIORNO 1

Al controllo passaporti ci mettiamo circa mezzoretta – nonostante non ci sia nessuno – poi prendiamo un taxi e ci facciamo portare al nostro Hotel in zona Tverskoj; lungo l’autostrada vediamo centinaia di palazzi-alveare dalla tipica impronta comunista. Essendo molto presto riusciamo ad arrivare in centro in circa 40 minuti, mentre nelle ore di punta possono volerci anche 2 ore.

Lasciamo le valige in hotel ed usciamo in strada. L’aria è fresca ed in giro non c’è un anima.. ci rendiamo conto che sono solo le 6 e mezza del mattino anche se a noi sembrano già le 10. Ci dirigiamo subito verso il giardino dell’Hermitage, dietro l’Hotel, il cui simbolo è un enorme cuore d’argento alto circa tre metri e mezzo: un monumento all’amore che ispira da sempre leggende e rituali. Si dice che se si attraversa il cuore dopo aver espresso un desiderio, questo è destinato ad avverarsi. Purtroppo tutti i bar dentro il giardino sono ancora chiusi e decidiamo quindi di proseguire con la camminata, imboccando via Petrovka. Questa ampia via dello shopping sbuca direttamente dietro il Teatro Bol’šoj, gioiello in stile neoclassico. Proprio sulla piazza davanti al teatro ci sono un sacco di bancarelle carine ma – essendo solo le 8 di mattina –  sono ancora tutte chiuse.

Proseguiamo ulteriormente fino alla Porta della Resurrezione da dove, finalmente, scorgiamo in lontananza la Cattedrale di S. Basilio. Attraversiamo la porta, ai piedi della quale si trova la Cappella Iberica, e ci troviamo davanti all’immensa Piazza Rossa: 700 metri di lunghezza per 130 metri di larghezza. Prima di continuare a camminare cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa e ci dobbiamo accontentare dell’unico locale aperto, ovvero un McDonalds. Dopo esserci rifocillati, ci dirigiamo verso Kitaj-gorod, dove ci attende la guida del tour gratuito che abbiamo prenotato in anticipo via internet.

La simpatica ragazza russa ci accompagna attraverso il quartiere di Kitaj-gorod; camminando fino alla Pizza Rossa ci spiega la storia di Mosca e dei suoi meravigliosi palazzi. A mezzogiorno il tour finisce e noi ci infiliamo nei grandi magazzini GUM, costruiti alla fine del diciannovesimo secolo per ordine dello zar Nicola II. L’edificio in vetro ed acciaio è bellissimo, ed al suo interno sono presenti una piazzetta con una grande fontana, boutique di lusso, ristoranti, bar e persino gelaterie. Oggi i grandi magazzini sono privati, ma fino agli inizi degli anni Novanta sono stati di proprietà dello Stato; Stalin non li amava particolarmente, tant’e che li fece chiudere dal  1928 al 1953. Di nuovo affamati scegliamo di pranzare da Stolovaya №57, un ristorante che replica la mensa tipica dell’Unione Sovietica: prendiamo insalata russa, aringa ed una torta di carote.  Con la pancia piena decidiamo di tornare in hotel a fare un pisolino, non prima di aver comprato qualche souvenir.

Dopo esserci riposati riprendiamo con il giro della città: la meta questa volta è la Metropolitana aperta nel 1935. Può sembrare strano che un mezzo di trasporto venga considerato patrimonio culturale, ma basta vedere alcune fermate per rendersi conto dei motivi: bassorilievi, marmi, imponenti lampadari, affreschi, mosaici, statue in bronzo e vetrate colorate ornano le stazioni più belle. La lussuosa architettura fu pensata allo scopo di prevedere un futuro luminoso per la Russia e di fungere da strumento di propaganda sovietico. Le indicazioni sono scritte solo in cirillico e quindi è un po’ difficile orientarsi; se avete paura di perdervi, affidatevi ai tanti tour guidati offerti in città (anche dai ragazzi di Moscow Free Tour).

Dopo aver passato quasi 2 ore sotto terra abbiamo di nuovo fame (strano!) e ci rechiamo quindi al Cafè Pushkin, prenotato via internet dal sito ufficiale. Qui mangiamo pancake con caviale, ravioli ripieni e salmone affumicato. E’ tutto molto buono ma il vero motivo che ci ha spinto a cenare in questo ristorante non è il suo menu, bensì l’atmosfera che vi si respira: nonostante sia stato aperto il 4 giugno 1999 il ristorante riproduce fedelmente una nobile casa russa di fine ottocento arredata con orologi a pendolo, mappamondi, strumenti astronomici ed antiche librerie. Un posto da non perdere se vi trovate a Mosca!

La stanchezza inizia a farsi sentire ma abbiamo ancora un locale da vedere, anche se di culturale ha poco: si tratta del Mendeleev, uno speakeasy bar a cui si accede da un entrata “segreta” situata in via Petrovka, dietro il noodle bar “Lucky Noodles”. Dopo aver superato il controllo si scende in un seminterrato dall’aria un po’ dark dove ci sono tavolini (sedersi costa circa 70 €!) ed un lungo bancone.. ovviamente optiamo per il secondo. Ordiniamo 2 cocktail a caso dalla lista e li sorseggiamo in mezzo a giovani moscoviti che non parlano inglese manco a pagarli. I cocktail sono buoni ed i prezzi al banco accettabili. Soddisfatti torniamo in hotel.

Domenica, 14 Agosto 2016 – GIORNO 2

Ci alziamo presto ed alle 9:30 siamo già in fila al Mausoleo di Lenin insieme a gruppi di cinesi urlanti. Questo monumento è sicuramente il più famoso del periodo sovietico e contiene tutt’ora il corpo imbalsamato di Lenin, sebbene egli  avesse espresso la volontà di venir seppellito a S. Pietroburgo insieme alla madre. Dopo circa un ora di attesa entriamo nel mausoleo: la visita è gratuita e non si possono scattare foto né registrare video. La salma appare conservata molto bene, grazie al procedimento di imbalsamazione ed alle continue cure (ogni anno e mezzo viene spruzzata con dei conservanti e immersa in un bagno con sostanze conservanti) a cui gli scienziati la sottopongono. Oggi del corpo resta solo il 23%, ma la salma preserva ancora la sua forma, il suo aspetto, l’elasticità della pelle e la flessibilità degli arti.

Usciti dal Mausoleo ci dirigiamo verso il Cremlino, la cui entrata principale è quella di Alexandrovsky Garden, dove c’è anche la biglietteria. Contrariamente a quello che pensavo, il Cremlino non è un palazzo ma una vera e propria cittadella fortificata, al cui interno sono presenti 3 cattedrali, l’Armeria, il Gran Palazzo del Cremlino, il Palazzo Statale del Cremlino ed altri edifici amministrativi. Solo le cattedrali e l’Armeria sono visitabili tramite 2 differenti biglietti; è inoltre possibile salire sul campanile di Ivan il Terribile acquistando un ulteriore biglietto. Noi abbiamo deciso di salire sul campanile, da cui si gode di una splendida vista sulla Cittadella, e di visitare le 3 cattedrali che affacciano tutte sulla stessa piazza.  Per visitare questi edifici occorrono circa 3 ore, al termine delle quali siamo abbastanza stremati ed affamati.

Facciamo una piccola sosta e poi decidiamo di visitare un’altra Cattedrale, la più famosa forse, presente in tutte le foto della piazza Rossa: quella di San Basilio. Oltre ad essere bellissima esternamente, la chiesa è molto particolare anche all’interno.. basta dire che contiene 9 chiese in una, collegate tra loro da gallerie e passaggi. Ogni epoca ha lasciato la sua impronta nell’aspetto architettonico della cattedrale. Dopo un incendio nel 1595 la chiesa è stata coronata dalle cupole avvinghiate, colorate solo nel XVIII secolo. Alla fine del XVII secolo è comparso il fregio che circonda l’edificio, conservato fino alla fine del XVIII secolo e raffigurante la storia della chiesa. Nel 1817, durante la ristrutturazione della Piazza Rossa, l’architetto Osip Bove ha rinforzato il muro di sostegno della cattedrale con la pietra e ha posato la recinzione in ghisa.

Purtroppo il pomeriggio è ormai finito e decidiamo quindi di tornare in hotel per fare il check-in online (Baku ci aspetta!), sistemare i bagagli e prenotare un ristorante per la cena. Optiamo per il Lavka Lavka che utilizza solo cibo fresco, locale, di qualità, consegnato dalle piccole aziende agricole di tutta la Russia. Per ogni piatto del menu vengono indicati gli ingredienti ed i nomi dei contadini che li hanno prodotti, rendendo l’esperienza molto particolare. Anche l’atmosfera del ristorante è particolare: rustica, ma allo stesso tempo moderna, con pareti in mattoni e arredi in materiali naturali. La nostra seconda ed ultima sera a Mosca non poteva trascorrere in modo migliore!

Dettagli del viaggio

  • Durata: 2 giorni
  • Periodo: Agosto 2016
  • Compagnia Aerea: Aeroflot
  • Hotel: The Golden Apple Boutique Hotel

[continua.. in Azerbaijan..]

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