Era da molto tempo che desideravo visitare Palermo. Mi attirava soprattutto per il suo mix tra civiltà cristiana e araba, ma anche per lo street food e per la sua storia non sempre facile. Dopo esserci stata, a Marzo 2017, posso dire che a Palermo ho visto tanta bellezza ma – purtroppo – senza navigatore. Ho visto edifici perfetti architettonicamente lasciati cadere a pezzi, ho visto piazze centralissime piene di immondizia, ho visto giardini rigogliosi abitati da cani randagi. Insomma, ci ho visto tutto quello che mi piace e tutto quello che odio di questa Italia. Forse non mi dovrei stupire, ma invece queste immagini mi disturbano sempre, perché in Italia abbiamo un patrimonio culturale che fa invidia a tutto il mondo, ma poi non sappiamo valorizzarlo, sfruttarlo, apprezzarlo.

A differenza di quello che credevo, di Palermo non mi hanno colpito i mercati o lo street food. Come spesso accade durante i viaggi, è l’inaspettato a stupirci.. mentre quello che in qualche modo “bramavamo” ci delude o ci lascia indifferente. E’ anche per questo che nella mia personalissima classifica delle 10 cose imperdibili di Palermo al primo posto c’è lo Spasimo, ovvero un complesso monumentale di una bellezza disarmante, lasciato abbandonato per decenni. Mai avrei pensato che un posto vuoto potesse colpirmi tanto, forse anche per la sua storia travagliata. Ecco allora, a seguire, le 10 cose che proprio non potete perdervi se passate da Palermo:

  1. Complesso monumentale dello Spasimo → nasce nel 1500 come chiesa del convento dei monaci dell’Ordine di S. Maria di Monte Oliveto, ma pochi anni dopo diventa prima un magazzino, poi un teatro e infine un ospedale. Nel 1700 il tetto della chiesa crolla e non viene mai più ricostruito. Forse questo è proprio ciò che rende lo Spasimo così speciale: il cielo gli fa da tetto ed all’interno sono cresciuti due bellissimi alberi. Purtroppo la chiesa è rimasta in stato di abbandono fino al 1988; dal 1995, a seguito di un lungo lavoro di restauro, è sede della scuola Jazz di Palermo. Lo Spasimo si trova nella via omonima, una parallela di via Lincoln.
  2. Palazzo Chiaramonte-Steri → questo palazzo mi ha colpito molto in quanto racchiude sette secoli di arte e di storia della Sicilia ed è oggi sede del Rettorato degli Università degli Studi di Palermo. Edificato intorno al 1320, fu dimora di Manfredi I Chiaramonte, conte dell’immenso e potente feudo di Modica. Tra il 1468 e il 1517 ospitò i viceré spagnoli e tra 1601 e il 1782 fu sede del Tribunale dell’Inquisizione, periodo in cui il palazzo venne adattato al suo ruolo con la costruzione delle carceri e delle celle torture al piano inferiore del palazzo.

    Queste celle sono oggi visitabili insieme dad una guida che vi spiegherà i dettagli ed i significati delle pitture parietali recuperate. Al primo piano è invece possibile visitare la Sala Magna o dei Baroni ornata da un prezioso soffitto ligneo che rappresenta, con le sue decorazioni, una fantastica sequenza di scene raccontate con vivacità nelle dimensioni delle travi in legno che, nel loro avvicendarsi, costituiscono un ciclo narrativo continuo, un vero e proprio trattato di storia medievale. La sala accoglie inoltre il celebre dipinto di Renato Guttuso La Vucciria, in cui è possibile riconoscere sia la moglie che l’amante (Marta Marzotto) del pittore.

  3. Oratorio di San Lorenzo → questo luogo mi ha incuriosito molto in quanto non ne conoscevo il significato. La denominazione di oratorio fa riferimento alla sede architettonica ed istituzionale di associazioni di laici attendenti ad esercizi spirituali ed obbedienti ad un regolamento che disciplinava i rapporti con la Chiesa in materia di culto.  L’oratorio di S. Lorenzo fu costruito intorno al 1570 dalla Compagnia di San Francesco e fu presto affidato ai frati del vicino convento di San Francesco, che avevano il compito di seppellire i poveri del quartiere Kalsa. Tra il 1699 e il 1706 l’oratorio fu impreziosito dagli stucchi di Giacomo Serpotta: egli scolpì le statue raffiguranti le Virtù e gli otto meravigliosi teatrini sulle pareti. Purtroppo alcune statue di tali teatrini sono stati trafugati, così come il capolavoro di Caravaggio La Natività, che giaceva sull’altare. Il furto di questo dipinto è stato perpetrato dalla mafia siciliana nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969. Nel 1992 Giovanni Brusca riferì che il dipinto sarebbe stato riconsegnato in cambio di un alleggerimento dell’applicazione dell’articolo 41 bis. Lo Stato italiano rifiutò l’offerta.
  4. Cappella Palatina → situata al primo piano di Palazzo Reale la Cappella Palatina fu costruita nel 1130 per volontà dal grande Ruggero II d’Altavilla. Oltre alla ricchezza e bellezza dei suoi ornamenti, quello che colpisce è la commistione tra simboli cristiani ed islamici:  la cupola è interamente decorata da mosaici bizantini che raffigurano il Cristo Pantocratore, gli evangelisti ed altre scene bibliche;  intagli e dipinti di stile arabo decorano il soffitto in legno della navata centrale e la travature delle altre navate, e in ogni spicchio si possono vedere delle stelle con rappresentazioni di animali, danzatori, scene di vita della corte islamica e del paradiso secondo la descrizione del Corano. Nella prima metà del XII secolo, i normanni avevano realizzato un qualcosa di totalmente rivoluzionario ovvero una politica di coesistenza all’avanguardia. Tale coabitazione trova esemplare raffigurazione nella Cappella Palatina, che esorta a chiedersi se ciò che accadde nella prima metà del XII secolo in Sicilia, è un miracolo che saremo in grado di vivere anche in futuro.
  5. Museo delle maioliche Stanze al Genio → Una delle più grandi collezioni di maioliche al mondo si trova in una casa abitata di Palermo, visitabile previa prenotazione ai numeri 340 0971561 – 335 6885379. La collezione principale è costituita da oltre 4900 esemplari di mattonelle in maiolica italiane realizzate in un periodo compreso tra il XV ed il XIX secolo e sono esposte in 8 sale in base all’epoca ed alla provenienza geografica. All’interno sono presenti altre piccole collezioni vintage quali la cancelleria d’epoca, scatole di latta, vecchi giocattoli e opere di ceramica contemporanea. La visita è guidata e questo la rende ancora più interessante in quanto vengono spiegate le modalità di lavorazione dei diversi periodi e luoghi.
  6. Catacombe dei Cappuccini → la visita a questi saloni, dove sono custoditi circa 2.000 scheletri e corpi mummificati, può apparire un po’ macabra. In effetti passeggiando tra i diversi corridoi – dove le mummie sono disposte in base a professione, sesso, status sociale – i pensieri non sono dei più allegri. Quello che stupisce di questo museo della morte è lo stato di perfetta conservazione di numerosi corpi, l’ultimo dei quali – quello di Rosalia Lombardo – è stato accolto nel 1920.
  7. Campanile di S. Giuseppe Cafasso → se volete godere di uno splendido panorama sulla città un ottimo punto di osservazione è questo settecentesco campanile. Situato vicino alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti il Campanile è alto “solo” 20 metri di altezza che bastano però per dominare la città: da qui si possono ammirare le cupole di San Giovanni degli Eremiti, la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni, la Villa d’Orlèans, piazza Indipendenza, e – cambiando prospettiva – il Cassaro e poi il mare, a perdita d’occhio. Prima della salita vi verrà dato un caschetto.
  8. Fontana Pretoria → questa mastodontica fontana occupa dal  1581 la Piazza Pretoria di Palermo. La fontana non fu in realtà realizzata in città, bensì a Firenze, da dove venne trasferita nel 1574, smontata in 644 pezzi. La fontana purtroppo non arrivò completa e alcune sculture si rovinarono durante il trasporto. A Palermo furono quindi necessari alcuni adattamenti nella ricomposizione dei pezzi e ne vennero aggiunti altri. I palermitani soprannominarono la piazza, anche per la nudità delle statue, “piazza della Vergogna”.
  9. Giardino della Zisa → il palazzo della Zisa (dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero “la splendida”) sorgeva all’interno del parco reale normanno, il Genoardo (dall’arabo Jannat al-arḍ ovvero “giardino” o “paradiso della terra”). Dal 2005 il Giardino della Zisa è stato riaperto al pubblico, che può così apprezzarne il sistema di vasche  d’acqua. Il canale si sviluppa per circa 130 metri, fino all’interno del palazzo, che grazie a questo geniale espediente mantiene un ambiente fresco anche nelle giornate più calde dell’estate. Il canale e i percorsi pedonali sono stati realizzati in marmo bianco delle cave di Alcamo e Castellammare del Golfo mentre le ceramiche decorative provengono da Santo Stefano di Camastra. E’ molto piacevole passeggiare tra i viali del giardino, di fianco ai quali vengono coltivate le piante tipiche della macchia mediterranea; su un lato è presente anche una struttura metallica che, grazie a delle piante rampicanti, crea un percorso all’ombra.
  10. Teatro Massimo → terzo teatro in Europa per ordine di grandezza architettonica, fu inaugurato il 16 maggio del 1897 con Falstaff di Verdi. Dal 1974 al 1997 è rimasto chiuso al pubblico per un restauro finito in un’inestricabile matassa di contenziosi e inchieste. Non abbiamo visitato il teatro all’interno, ma gia da fuori è possibile apprezzarne la bellezza architettonica: ai lati della monumentale scalinata sono posti due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia e della Lirica; in alto l’edificio è sovrastato da un’enorme cupola emisferica. Sul frontone della facciata si può leggere il motto “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita“.

Dettagli del viaggio

  • Durata: 3 giorni
  • Periodo: Marzo 2017
  • Compagnia Aerea: Ryanair
  • Hotel: B&B White
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