Sono stata alle Maldive nell’estate del 2002. L’Arcipelago delle Maldive, situato nell’Oceano Indiano Nord-Occidentale, è formato da circa 2.000 isole radunate in 20 atolli; di queste duecento sono abitate, mentre l’attività turistica è sviluppata solo su settanta isole. Gli abitanti dell’Arcipelago sono in totale 278.000 persone delle quali circa 70.000 vivono nella capitale Malè; avendo subito vari incroci con razze arabe e africane, i maldiviani hanno pelle scura e statura relativamente bassa.

L’isola da noi scelta come meta è stata Bodu Huura, nell’atollo di Malè sud. La scelta è ricaduta su quest’isola perchè è dotata di bungalow overwater ed è collegata ad un altra isola (Veligandu Huura) grazie ad un ponte in legno. Io sono stata in questo atollo prima che si verificasse lo tsunami nell’oceano indiano del dicembre 2004; dalle notizie che sono riuscita a recuperare il maremoto ha eroso parte della spiaggia e distrutto il ponte che è però stato ricostruito velocemente. Inoltre la struttura del resort dovrebbe essere stata ampliata con nuove stanze superior ed una piscina.

Nel 2002 non c’era nessuna piscina (ma non se ne sentiva di certo la mancanza) e i bungalow erano solo 36; la settimana in cui sono andata io molte delle stanze non erano occupate, e l’isola era semideserta! L’esperienza è stata così ancora più unica ed emozionante.. non posso che confermare ciò che si legge su molti cataloghi: le Maldive sono un paradiso.

Tralasciando le caratteristiche del resort (che ha probabilmente cambiato anche gestione) preferisco descrivere quelle delle isolette: sabbia bianca, mare cristallino, palme e animali rari. Un esperienza assolutamente da provare è lo snorkeling: dopo aver indossato pinne e maschera ci si tuffa vicino alla barriera corallina e si possono osservare dei fondali meravigliosi.

Ma le Maldive sono belle anche in superficie: una visita ad un isola abitata dai locali è d’obbligo. La popolazione è gentilissima e socievole; solo nei negozi insisteranno un po’ per vendervi qualche souvenir, ma succede ovunque. Il turismo costituisce il 20% del PIL, mentre le altre risorse sono la pesca e l’agricoltura. Su ogni isola abitata vi sono piccole piantagioni di palme da cocco, papaya e alberi del pane.  Il valore di un’isola viene stabilito in base al numero di palme da cocco esistenti, che viene controllato rigorosamente e annualmente dal capo dell’isola.

Per avvicinarsi ancora di più alla cultura maldiviana è possibile provare la pesca a bolentino, che viene praticata di sera. A bordo di un imbarcazione tipica (il dhoni) ci si dirige oltre la barriera corallina insieme ad alcuni pescatori del posto; sono proprio loro a preparare  la lenza e a mostrarci come si usa. La tecnica è molto semplice: si fissa il tono sull’amo, si lancia il filo in mare, e quando si sente tirare bisogna riavvolgere velocemente il filo intorno al rocchetto. Noi in poco meno di due ore abbiamo riempito un bidone con più di 100 kg di pesci (balestra, barracuda, cernie, ecc..). Il divertimento non è sicuramente mancato e osservando un meraviglioso tramonto abbiamo potuto apprezzare la ricchezza di questo mare..

 Dettagli del Viaggio

  • Durata: 7 giorni
  • Periodo: Luglio 2002
  • Compagnia Aerea: Meridiana
  • Hotel: Anantara Veli, Bodu Huraa
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