A marzo 2010 ho passato un week-end a Las Vegas in compagnia di amici; abbiamo raggiunto la Sin City d’America in macchina da Los Angeles (ci vogliono circa 5 ore). Inizialmente ero un po’ scettica, non essendo un amante dei Casinò.. ma mi sono dovuta ricredere! Las Vegas è come un enorme parco di divertimenti per adulti, dove tutto è concesso. Il nostro albergo era il Montecarlo Resort, situato proprio sulla famosissima Strip; 19 dei 25 hotel più grandi del mondo si trovano su questa strada! Di sera ci muovevamo a piedi tra un Casinò e l’altro; quelli più belli e famosi sono concentrati nei 3 km centrali della Strip. Di giorno alcuni di noi hanno preferito visitare la città vecchia e i numerosi negozi, mentre altri (me compresa) hanno visitato alcuni parchi.

Il sabato l’abbiamo dedicato alla Death Valley. Da Las Vegas ci vogliono circa un paio d’ore per raggiungere l’ingresso est del parco. Prendendo la US95, direzione North West, bisogna uscire all’altezza di Amargosa Valley e poi seguire per Death Valley Junction; infine si prosegue lungo la 190 in direzione Furnace Creek. Quando siamo stati a visitare il parco era marzo, ed il clima era davvero ottimo: caldo ma non troppo e leggermente nuvoloso. Da maggio ad ottobre invece la temperatura può raggiungere anche i 40° ed è quindi indispensabile organizzarsi di conseguenza. Innanzitutto la Death Valley è il luogo in cui viveva, e vive tuttora, la tribù dei Timbisha Shoshone. Questi nativi americani si sono stabiliti in questa zona quasi 1000 anni fa ma durante la corsa all’oro (1850-1900), quando la Valle è stata rivoltata da cima a fondo dai coloni, la popolazione è diminuita notevolmente. I membri rimasti sono solo 300, la maggior parte dei quali vive vicino a Furnace Creek.

La nostra prima tappa è stata Zabrieskie Point, reso famoso dall’omonimo film di Antonioni. Zabriskie Point è composto da sedimenti provenienti da un antico lago, chiamato Furnace Creek, prosciugatosi 5 milioni di anni fa. A causa della deviazione di un vicino canale d’acqua, oggi questo paesaggio corre il rischio di venire eroso. Dopo un pranzo veloce al Visitor Center di Furnace Creek abbiamo proseguito la visita dirigendoci verso Badwater: situato a -85 mslm è il punto più basso di tutto l’emisfero nord! Il paesaggio è  dominato verso Est dai calanchi delle Black Mountains, mentre verso Ovest si distende la salina chiamata Devil Golf Course.. camminare in mezzo a tutto quel bianco è qualcosa di straordinario. Dopo innumerevoli foto siamo ripartiti in direzione Las Vegas; sicuramente se avessimo avuto più tempo avremmo visitato anche la parte settentrionale del parco (Mosaic Canyon e Mesquite Flat Dunes), ma Las Vegas ci attendeva!

La domenica mattina, dopo una notte insonne tra party bus e Casinò, siamo volati (letteralmente!) sul Grand Canyon. La compagnia aerea da noi scelta era la HeliUSA [http://www.heliusa.com] e il nostro tour comprendeva un giro in elicottero da Las Vegas al Gran Canyon Ranch [http://www.grandcanyonranch.com] di Meadview, in Arizona. Penso che il Grand Canyon non abbia bisogno di grandi presentazioni.. Situato nella parte settentrionale dell’Arizona, è uno dei luoghi simbolo degli Stati Uniti, una delle 7 meraviglie del mondo, uno dei fenomeni geologici più incredibili che è possibile vedere e immaginare.

Il volo in elicottero è stata un esperienza unica. Siamo partiti da Las Vegas e l’abbiamo sorvolata; dall’alto è possibile vederne chiaramente i confini, circondati dal deserto del Nevada. L’elicottero si è poi diretto ad est, verso il Lago Mead, delimitato dall’imponente Hoover Dam. Questa diga, insieme a quella sul lago Powell, permette l’alimentazione elettrica di buona parte della costa ovest degli USA. In questa zona la natura esplode in tutta la sua magnificenza; i colori dell’acqua variano dal verde smeraldo al blu cobalto. Superato il lago inizia il fiume Colorado, che ha scavato per milioni di anni le rocce del Canyon. Nelle diverse composizioni mineralogiche di quelle pareti si può leggere la storia del nostro pianeta. E’ uno spettacolo straordinario! Dopo essere volati all’interno del Canyon l’elicottero ci ha fatto scendere al Grand Canyon Ranch, situato in un altipiano vicino alla riserva indiana di Hualapai. Questa zona del Grand Canyon non è in realtà molto visitata dai turisti, che solitamente si recano nella parte più orientale (South Rim) in auto. In realtà è una zona molto bella, e al Grand Canyon Ranch si può anche pernottare; è un ottima soluzione per chi si trova a Las Vegas e non ha tempo di fare migliaia di km in auto, magari sotto il sole cocente.

Al Grand Canyon Ranch ci è stata servita la tipica colazione western (uova strapazzate, english muffin, patate al pepe e hamburger) con una tazzona di caffè americano. Il posto è incantevole e completamente immerso nella natura più selvaggia; pensare che la movimentata Las Vegas sia solo ad un ora di volo fa un certo effetto. Noi abbiamo fatto anche il giro a cavallo; dura mezzoretta ed è un percorso breve attorno al Ranch. Dopodiché siamo risaliti sull’elicottero per tornare a Las Vegas e da li a Los Angeles. Tutto il tour è durato circa 3 ore ed il costo totale (volo ,colazione, giro a cavallo) si aggirava intorno ai 250$.

Dettagli del viaggio

  • Durata: 3 giorni
  • Periodo: Marzo 2010
  • Hotel: Montecarlo Hotel & Casino
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